La recensione dell’Associazione Cittadini del Mondo all’ultimo report di monitoraggio sulla stampa a tema immigrazione pubblicato dalla giovane redazione di Occhio ai Media

È stato pubblicato poche settimane fa l’ultimo Report realizzato da Occhio ai Media , una redazione con sede a Ferrara, nata dall’associazione “Cittadini del mondo” e formata da giovani ragazzi il cui obiettivo è quello di monitorare la stampa, sia locale che nazionale, ed eventualmente segnalare contenuti razzisti o discriminatori. “Ai tempi di una pandemia nessuno è straniero” questo è il nome dell’ultimo monitoraggio realizzato durante il periodo del lockdown nazionale, tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020.

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Il report in questione si propone come continuazione di un altro lavoro realizzato nel 2019 da Occhio ai Media, in collaborazione con l’Associazione Carta di Roma, dal titolo “Sono solo parole”, per il quale fu effettuato un monitoraggio degli articoli e delle notizie apparse nelle 3 principali testate giornalistiche della zona di Ferrara (Il Resto del Carlino di Ferrara, La Nuova Ferrara, Estense.com) sul tema dell’immigrazione e delle minoranze.

Nell’ultimo report il team di Occhio ai Media ha analizzato ancora una volta i contenuti dei più noti giornali ferraresi concentrandosi sulle notizie riguardanti l’applicazione delle normative per il contenimento del nuovo Corona Virus e il fermo e il controllo di documenti, detto anche stop and search, nei confronti di cittadini stranieri o di origine straniera. Alla base dello studio effettuato vi è dunque il cosiddetto “Ethnic profiling”, una tematica questa ancora poco indagata in Italia.

La “profilazione etnica” è stata definita dal Consiglio d’Europa come “l’uso da parte delle forze dell’ordine, senza alcuna giustificazione oggettiva e ragionevole, di pregiudizi fondati sulla razza, il colore della pelle, la lingua, la religione, la nazionalità o l’origine nazionale o etnica quando procedono a operazioni di controllo, sorveglianza o indagine,”[1]. Si tratta di una pratica ampiamente diffusa in tutta Europa ma anche negli Stati Uniti (il più noto e recente caso è quello dell’afroamericano George Floyd, un fermo che purtroppo ne ha causato la morte, ma la lista è lunga). Tuttavia, come sottolineato dal team di Occhio ai Media, se negli USA e negli altri paesi europei il problema dell’Ethnic profiling è stato affrontato già da tempo, la stessa cosa non può dirsi per l’Italia.

Questo è uno dei motivi principali che ha ispirato il report realizzato per “far conoscere un disagio che non tutte le persone in Italia provano: una persona di pelle scura è sottoposta a controlli casuali dei documenti per strada con molta maggior probabilità di una persona dalla pelle chiara.” Il Covid19 ha fatto emergere, con maggiore evidenza, l’attuazione di questa pratica. Tramite il costante monitoraggio dei media infatti, è emersa un’alta percentuale di articoli, sui giornali locali, che associavano costantemente il Covid19, gli stranieri, le espulsioni e la zona GAD (acronimo che indica i quartieri ferraresi di Giardino – Arianova – Doro, un’area nel quadrante nord est della città di Ferrara nota per la presunta presenza massiccia di delinquenti, spesso associati a nazionalità straniere.).

Gli articoli presi in analisi da Occhio ai media sembrano dunque suggerire un collegamento tra i controlli messi in atto per contenere la pandemia e svariati provvedimenti presi invece contro i cittadini stranieri, inclusa l’espulsione: le trasgressioni amministrative insomma vengono associate al Covid19, pur non avendo alcun tipo di rilevanza nel panorama dell’emergenza sanitaria. Ciò che ne risulta e ne consegue dunque è un’identificazione dello straniero come responsabile della diffusione del virus, colpevole insomma, nonostante ne sia vittima come tutti. Non è certo una novità, purtroppo. Gli stranieri e le minoranze straniere sono di volta in volta presi come bersaglio e capro espiatorio delle crisi e dei problemi che il paese sta attraversando, basti pensare, giusto per fare un esempio, alla ben nota associazione tra criminalità e cittadini stranieri.

Ben 160 sono stati gli articoli delle 3 testate presi in esame, alcuni online altri invece pubblicati nei formati cartacei dei rispettivi giornali. Ciò che emerge con evidenza è l’attenzione particolare rivolta alla zona GAD, il 61.9% degli articoli che si occupano di controlli effettuati dalle forze dell’ordine che hanno coinvolto cittadini stranieri, riguardano questa area della città di Ferrara. Per quanto riguarda le diverse tipologie di controllo su cui si concentra l’attenzione della stampa ferrarese, prevalgono i controlli anticovid con un 44% del totale, seguiti dal 36% di controlli ordinati dal questore per motivi di sicurezza in zona Gad. Ma ciò che stupisce di più è il fatto che se si prendono in esame i 99 articoli che riguardano esclusivamente la zona Gad solo il 27% di questi è inerente ai controlli anticovid. Come si legge nel report infatti “Nei reportage, grazie anche a particolari scelte editoriali, questa distinzione spesso non è evidente: agli occhi dei lettori appaiono semplicemente controlli effettuati su soggetti stranieri.”

Occhio ai media affronta anche il tema del razzismo istituzionale. Come è noto, nel mese di maggio è stato approvato un provvedimento di emersione dei rapporti di lavoro grazie al quale i lavoratori stranieri del settore domestico, dell’assistenza familiare, del settore agricolo avrebbero potuto ottenere un permesso di soggiorno per lavorare in regola. Tuttavia, la Questura di Ferrara ha rifiutato moltissime domande presentate dai richiedenti, anche da parte di chi lavorava da anni nelle campagne della zona, senza oltretutto fornire motivazioni valide per il rigetto. Come se non bastasse a ciò si è aggiunta la questione dei buoni spesa. Il Comune di Ferrara durante il periodo di chiusura aveva infatti fornito la possibilità ai cittadini di usufruire di buoni pasto, per far fronte alla crisi economica innescata dalla pandemia. Purtroppo, i criteri di assegnazione di tali buoni tendevano a favorire i cittadini italiani. Criteri che in seguito a tre esposti presentati da ASGI, CGIL Emilia-Romagna e Altro Diritto, sono stati giudicati discriminatori dal Tribunale di Ferrara.

Profilazione etnica, razzismo istituzionale, errata narrazione mediatica delle notizie riguardanti gli stranieri sono solo alcune delle dimostrazioni di come la recente pandemia sia stata attraversata dalle discriminazioni, dalle disuguaglianze e dal razzismo strutturale in Italia e altrove. All’interno del report di Occhio ai Media viene citato un recente lavoro dell’ENAR (European Network Against Racism) che ha raccolto diversi casi di violazione dei diritti fondamentali nei confronti di cittadini stranieri in tutta Europa durante il periodo della pandemia: dall’impossibilità di usufruire delle cure sanitarie fino all’impossibilità di accedere ad alloggi alternativi per rispettare le misure di isolamento necessarie ai fini del controllo della diffusione del Covid19. Ma questi problemi non sono confinati solo al mondo occidentale. In India, sin dall’inizio della pandemia, i musulmani sono stati identificati dal Governo stesso del paese come gli “untori” responsabili della diffusione del virus e di conseguenza stigmatizzati dalla società a maggioranza hindu. Un’attivista indiana Arundhati Roy ha addirittura evocato il rischio di un genocidio ai danni della popolazione musulmana.

In tutto il mondo dunque, il virus sembra essere diventato la scusa per attuare misure discriminatorie sulla minoranza di turno: i cinesi prima e poi tutti gli stranieri e le minoranze straniere in Italia e in Europa, i neri negli USA, i musulmani in India. Uno schema che si è ripetuto ciclicamente nella storia dell’umanità ogni qual volta ci si è trovati dinanzi ad una pandemia. Hitler accusava gli ebrei di diffondere il tifo. E sempre gli ebrei vennero identificanti come responsabili della diffusione della malattia anche durante l’epidemia di peste nel Medioevo. Come afferma nel report Malek Fatoum di Occhio ai Media: “Si dice spesso che la storia insegni a non rifare gli stessi errori, invece gli stessi errori non solo si stanno ripetendo, ma anzi si sviluppano ed adattano di volta in volta alla nostra realtà.”