11-10-2018 – Il gruppo del Progetto Diga cerca volontari per sabato 27 e domenica 28 ottobre per i banchetti informativi e di raccolta fondi ospitati in piazza Castello a Ferrara per Autunno Ducale

CHI – Progetto Diga – Emergenza Zimbabwe – cooperazione internazionale

QUANDO – Sabato 27 e domenica 28 ottobre, dalle 9 alle 20, a Piazza Castello di Ferrara in occasione della manifestazione “Autunno Ducale”

PROFILO RICERCATO – Al volontario o volontaria si chiede disponibilità di qualche ora per essere presente ai banchetti, dare informazioni sul progetto Diga e sensibilizzare alla raccolta fondi con vendita benefica di piantine grasse e manufatti del Centro Missionario a favore del sostentamento dell’Ospedale St. Albert in Zimbabwe. L’esperienza è anche un’opportunità per invitare amici e stare insieme contribuendo ad aiutare e conoscere meglio la realtà di un popolo in grave difficoltà.

CHI CONTATTARE – Marcello Girone Daloli, promotore del progetto Diga – tel. 368.3826890

Il Progetto Diga – Emergenza Zimbabwe nasce nel 2006 da un’esperienza di Marcello Girone Daloli presso l’ospedale di St. Albert nel nord dello Zimbabwe. Da allora molte personehanno condiviso la necessità di darsi da fare per garantire acqua, sussistenza alimentare e cure mediche a molti zimbabwani. L’ospedale, che sopperisce a un indotto di 122.000 persone con 3 medici, 26 infermieri ed energia elettrica poche ore di notte, aveva accesso a pochissima acqua perché sei su sette pozzi artesiani si erano prosciugati. Da allora, grazie ai volontari e ai sostenitori del Progetto Diga, oltre ad accedere all’acqua potabile, oggi a St. Albert si può coltivare e ricevere le cure appropriate. Nel corso di 12 anni, infatti, il lavoro di volontari in Italia ha permesso di raccogliere i fondi necessari per terminare una diga, portare un chilometro di tubature fino all’ospedale, montare due impianti di potabilizzazione, ripristinare i pozzi e irrigare 4 ettari di campi. Spesi: 198.000 euro – incredibile ma vero! – raccolti grazie a tante piccole iniziative e con il passaparola. Con questi soldi si è solo comprato materiale (molto è stato donato), spedito dall’Italia. La manodopera è stata messa dalla popolazione. Ingegneri e tecnici, oltre a chi aiuta a creare eventi per promuovere il progetto e la raccolta fondi, lavorano in assoluta gratuità, senza neppure rimborsi spese. Ogni movimento sul conto corrente dedicato è reso trasparente a chiunque.
Nel 2017 per sopperire alla carestia alimentare, data dalla siccità, in 4 mesi sono stati consegnati pacchi alimentari a 4.000 famiglie. Oltre a tutto questo si continuano a spedire i farmaci necessari e a migliorare le infrastrutture dell’ospedale: rifacimento dell’impianto elettrico e molto altro. Il progetto è promosso da un gruppo di persone che contribuiscono a migliore la vita di migliaia di zimbabwani. Il nostro operato non ha alcuna spesa. I fondi raccolti sono interamente utilizzati per la realizzazione delle opere in loco. Per mantenere le infrastrutture realizzate è necessario continuare a formare il personale locale, oltre a portare avanti quello che dodic’anni fa sembrava impossibile: garantire acqua e cibo a chi non ne ha per sopravvivere e cure mediche ai malati. Con poco si può cambiare la vita di migliaia di persone!