Chi sono i gruppi di volontariato attivi nel carcere di Ferrara. Il punto sulla rete progettuale coordinata da Agire Sociale

E’ una rete resiliente e determinata – tredici tra associazioni di terzo settore ed enti pubblici – accomunata dal lavoro sociale al fianco dei detenuti nella Casa Circondariale di Ferrara quella che opera, in ruoli e ambiti di attività diversi, per attivare percorsi di giustizia riparativa al fianco del detenuti in chiave rieducativa, alla scoperta delle proprie potenzialità  e di opportunità di riscatto e riconciliazione. Almeno otto le realtà non profit presenti con continuità, che con il nostro coordinamento stanno accompagnando  circa una ventina di nuovi volontari che si sono formati nell’ultimo corso organizzato a cavallo dei primi mesi dell’anno nell’ambito del progetto “Cittadini sempre 2017-18”. Attualmente i nuovi volontari stanno seguendo un percorso di accompagnamento alle attività che le associazioni portano avanti con i detenuti e, in vista di un prossimo corso info-formativo ancora in fase di programmazione, gli aspiranti volontari possono intanto candidarsi presso il nostro ufficio di segreteria o direttamente on line da questo sito.

Il volontariato nella Casa circondariale ferrarese dura da più di venti anni e per mettersi in gioco in questa esperienza di solidarietà bisogna conoscere il contesto carcerario e adattarsi alle sue regole e tempi per l’autorizzazione e le visite. Il significato di ognuna di queste esperienza è riconducibile alla parola “relazione” intesa come portare, nella concatenazione tra i tempi che scandiscono la quotidianità del carcere, anche un altro tempo dell’incontro che alimenta reciprocamente, rigenera e può fare vedere un futuro, a volte con facilità, a volte con fatica. La novità sta nella dinamica di scambio che in questi anni si è innescata tra i gruppi di volontariato in carcere, che abbiamo facilitato nell’ottica di consolidare un movimento che, con pazienza e più obiettivi operativi, condivida però il concetto della “giustizia riparativa”.

Ad oggi i percorsi di volontariato nel carcere ferrarese prevedono un nutrito campo di attività che vanno dall’arte all’agricoltura sociale, allo sport, alle opere assistenziali, all’animazione teatrale, la pittura, e altro ancora. Quest’anno la dimensione di rete che coinvolge le realtà non profit in carcere ha visto una grande vivacità organizzativa fatta di momenti interni di riunione a più livelli ma anche di tante idee nuove, per dare forma ad attività come il laboratorio di lettura, attualmente in fase di avvio, ed ad eventi di sensibilizzazione come il ciclo degli aperitivi per parlare dei progetti culturali in carcere, che si è tenuto la scorsa primavera in luoghi pubblici della città.  Si è trattato di quattro incontri condotti dai volontari impegnati in carcere per condividere i progetti in corso, forti esperienze che hanno come comune denominatore la cultura.

C’è la redazione del periodico Astrolabio, un progetto editoriale che raggruppa detenuti e volontari per raccontare la vita della casa circondariale ma anche per fare informazione su questa realtà come una porta che si apre tra due contesti interno ed esterno. Il primo numero di Astrolabio ha visto la luce nel 2009 ed è diretto da Mauro Presini e curato dalla Cooperativa Integrazione Lavoro .

Dai laboratori del Teatro Nucleo diretto da Horacio Cztertock, anima di questa forte esperienza del teatro in carcere che dal 2005 è presente dentro una rete regionale costituita da sette compagnie teatrali in altrettanti istituti penitenziari dell’Emilia Romagna, è nata una compagnia molto attiva dove il teatro diventa risorsa necessaria per mettere in discussione la propria storia e affrontare la sfida del cambiamento. E il cambiamento c’è, tanto che i detenuti che intraprendono un percorso teatrale professionale hanno recidive molto più ridotte.

Da circa un anno l’Associazione Viale K collabora nella gestione di tre orti sociali, due interni e un terzo che percorre la cinta muraria più esterna del carcere, è il complesso del “galeorto” coltivato a frutta e verdura dai detenuti per il consumo interno, che è stato visitato da numerosi cittadini nella recente manifestazione “Interno Verde”, dedicata alla scoperta dei giardini più belli della città, iniziativa che ha contribuito a dare un importante segnale alla comunità.

La scuola di pittura guidata con passione dal pittore Raimondo Imbrò, del Centro sociale “Il Quadrifoglio”, coinvolge i detenuti in un’esperienza artistica preziosa e ha prodotto opere originali che da qualche anno raggiungono la comunità e le scuole con diverse mostre itineranti.

Altre esperienze maturate nella Casa circondariale di Ferrara sono poi il laboratorio ricicletta di riparazione di cicli usati della Cooperativa sociale il Germoglio, l’emporio gestito dall’associazione Noi per Loro , i momenti di animazione e intrattenimento dei bambini dei detenuti in visita condotti dall’Agesci in collaborazione con il Centro per le Famiglie, i vari tipi di sport promossi dalla Uisp di Ferrara.