19-06-2018 – Le quattro eco-innovazioni per la riduzione dello spreco alimentare e uso efficiente delle risorse illustrate nel corso della visita studio a Barcellona che lo scorso mese ha coinvolto anche noi

Nell’ambito del progetto ECOWASTE4FOOD di cui il Comune di Ferrara è partner, è stata organizzata una visita studio a Barcellona dal 29 al 31 maggio, per approfondire la conoscenza di quattro delle tante eco-innovazioni europee per la riduzione dello spreco alimentare ed un uso efficiente delle risorse.

L’equipe era formata da Michele Pancaldi del Centro Idea in qualità di coordinatore, Anna Zonari di Agire Sociale, Daniele Ferrari di Fondazione Banco Alimentare Emilia Romagna, Nicola Folletti di Cooperativa Sociale Matteo 25 e Davide Merchiori, laureando in Design del prodotto industriale con una tesi sulla rete impegnata nel recupero dello spreco alimentare in provincia di Ferrara.Tutte le visite sono state preziosamente accompagnate da Miriam Gonzalez Dominiguez del Departament de Prevenció i Eficiència de Recursos e dallo staff dell’Agència de Residus de Catalunya, altro partner di progetto.

La prima eco-innovazione è eQuàliment, un un software cloud finalizzato a migliorare l’efficienza della raccolta di alimenti provenienti dalle eccedenze dell’industria alimentare in rete con enti (associazioni, cooperative sociali, ecc.) che si occupano di distribuire gli alimenti a famiglie in disagio socio-economico, segnalati ed in carico ai Servizi del territorio. In particolare, il software segue l’intero ciclo del progetto, dalla fase di prescrizione dei beneficiari, alla raccolta, gestione degli stock di risorse disponibili nei magazzini e consegna delle stesse. Qualsiasi centro di raccolta in rete può verificare di quali tipi di sostegno alimentare sta beneficiando una determinata persona e ogni distribuzione di alimenti (o tramite pacco spesa o tramite emporio solidale) è organizzata in maniera equa e condivisa. E’ altresì possibile prevedere e segnalare alle aziende o a privati quali alimenti scarseggiano al fine di attivare preventivamente gli approvvigionamenti. Last but not least, eQuàliment dialoga con il software dei Servizi sociali, così da permettere agli assistenti sociali di sapere sempre in tempo reale se la persona in carico sta usufruendo o meno degli aiuti alimentari.
Dati significativi: 892.271 Kg di alimenti freschi sono stati recuperati. Ciò ha permesso di risparmiare l’emissione di 1.293,12 tonnellate di CO2 con un positivo impatto ecologico di 794.12 ettari di terreno, equivalenti a circa 8 Km2.

La seconda visita è stata alla Fondazione Banco Alimentare di Barcellona: nel 2017 sono stati recuperati dallo spreco alimentare 8.456.000 kg di prodotti distribuiti a 125.372 persone del Comune di Barcellona. Nonostante questa mole di alimenti e un’organizzazione incredibile realizzata grazie all’impegno di 220 volontari attivi (equivarrebbero a 61 dipendenti), i beni distribuiti hanno coperto solamente il 28,6% del fabbisogno alimentare dei beneficiari. Dal momento che il magazzino dispone di soli 2.000 metri quadrati per movimentare le merci, è stato ideato un sistema organizzativo degno di una grande piattaforma di distribuzione: pensiamo che i beni non sostano mai più di 24 ore nel magazzino!

Terza tappa: Espigoladors  – Il progetto, basato sul principio di economia circolare, punta a limitare la produzione di rifiuti nel settore primario e nell’industria della distribuzione alimentare. Con il coinvolgimento di persone vulnerabili o che vivono in condizioni di disagio sociale, viene attuata la raccolta di prodotti agricoli, su donazione dei produttori che permettono l’accesso ai propri campi per spigolare ortofrutta in buone condizioni ma che non è stata raccolta per ragioni estetiche o di produzione. Il raccolto è poi distribuito ad enti con finalità solidali e, in parte, lavorati per la produzione di prodotti come passate, marmellate, mousse commercializzate con il marchio “Es imperfect”.

Quarta tappa, Pont alimentari un progetto molto vasto che, tra le varie azioni, coinvolge l’Ospedale Germanstrias, ospedale impegnato verso l’obiettivo di spreco zero. Circa 150 porzioni settimanali non venivano consumate per vari motivi (dimissioni anticipate, ecc.) … In realtà si tratta di un numero molto ridotto di porzioni (con primo e secondo) se consideriamo che parliamo di un ospedale di grandi dimensioni. Queste porzioni nonostante fossero perfettamente integre, se non consumate venivano gettate, mentre ora grazie ad un protocollo di intesa che coinvolge vari portatori di interesse tra cui una rete di associazioni impegnate nel contrasto alle povertà, le si recupera e, dopo essere state congelate, vengono distribuite due volte la settimana a famiglie in difficoltà dal punto di vista economico ed alimentare.

Ci auguriamo, dopo un apprendimento così stimolante, di poter realizzare qualcosa di simile anche nel nostro territorio!