17-05-2018 – Italia, Europa e Sud del Mondo con i Campi di Volontariato di IBO Italia. Una settimana o 14 giorni, tre settimane o un mese intero: tempi brevi, in cui il mondo non si cambia. Ma in cui si impara a capirlo e a guardarlo con occhi diversi

Si avvicina già a 200 il numero di volontari che trascorreranno un’estate diversa, in uno dei Campi di Lavoro e Solidarietà organizzati da IBO Italia. Un’estate che li porterà lontano dagli ombrelloni, ma che li avvicinerà a chi ha chiesto il loro aiuto e a chi ha dato loro la possibilità di impegnarsi in prima persona in qualcosa in cui credono davvero: diritto all’istruzione, inclusione sociale, costruzione o ripristino di strutture di realtà locali, salvaguardia ambientale, conservazione del patrimonio storico e tanto altro.

Con 16 progetti attivati in Italia (di cui 7 riservati agli adolescenti), 150 in Europa (19 per gli adolescenti) e 17 nel Sud del Mondo (con mete in America Latina, Asia ed Africa), scoprire che esistono un obiettivo e un angolo di mondo per il quale si è disposti a salire (a proprie spese) su un aereo e a rimboccarsi le maniche anche per 6-7 ore al giorno, non è impossibile come potrebbe sembrare a un primo impatto.

“Prima di partire ci sono molte cose che uno si immagina – racconta Marta, volontaria IBO partita a gennaio per il Campo in Bolivia –  È normale, soprattutto se, come è successo a me, un’avventura di questo tipo è il primo viaggio così lontano da casa, oltreoceano. Ma quello che la Bolivia, Cochabamba e la Ciudad del los Niños sono in grado di offrire va molto oltre ciò che si può immaginare.”

Cittadinanza attiva e apertura verso l’altro, quindi. Ma quali sono i luoghi che accoglieranno questa splendida folla di giovanissimi, giovani e adulti e quali le attività che li vedranno coinvolti?

Sugli altopiani del Madagascar, per dare una casa ai bambini costretti a vivere in strada le loro giornate. Nel sud-ovest dell’India, nei villaggi di campagna in cui si lavora per dare un’istruzione ed un futuro ai più piccoli, anche quando sono affetti da una disabilità che, in queste zone rurali, è ancora oggetto di pregiudizi superstiziosi. Nei campi di tè delle isole del Giappone, al fianco dei coltivatori che, nonostante lo spopolamento delle terre e l’età avanzante, lottano per preservare uno spicchio di agricoltura nipponica tradizionale.

O in Spagna, negli scavi archeologici delle trincee della Guerra Civil. In Islanda, a preservare la natura selvaggia dell’estremo nord del pianeta. In Repubblica Ceca, nei castelli del Medioevo caduti in rovina e ora in via di recupero. O ancora in Grecia, per regalare una vacanza ai bambini che altrimenti non ne avrebbero nessuna.

Ma anche in Italia, dai progetti di educazione comunitaria in Sicilia a quelli di protezione del paesaggio terrazzato in Piemonte; dall’impegno ecologico sulle rive della Calabria a quel mix di musica, cultura e solidarietà rappresentato dal Ferrara Buskers Festival.

Sono solo alcuni esempi, piccolo campione degli oltre 150 progetti con cui l’ONG con sedi a Ferrara e a Parma ha dato (e continua a dare) a tanti giovani italiani l’opportunità di vivere, nei prossimi mesi estivi, l’esperienza di un Campo di Volontariato. I campi sono esperienze accessibili, di facile partecipazione e danno l’opportunità a molti di mettersi in gioco. Sono però tante le qualità necessarie per diventare volontari e partire: fra tutte l’umiltà e il rispetto unite all’entusiasmo e alla curiosità di mettersi al servizio. Il primo passo da fare per progettare la propria estate solidale è quindi collegarsi a iboitalia.org dove è possibile trovare l’elenco completo dei Campi con informazioni su luoghi, date, attività, modalità di partecipazione, costi e incontri di preparzione alle diverse esperienze.

Non una moda, ma una scelta consapevole e responsabile. Una settimana o 14 giorni, tre settimane o un mese intero: tempi brevi, in cui il mondo non si cambia. Ma in cui, di sicuro, si impara a guardarlo con occhi diversi.