14-06-2017 – Poveri e così non sia. E’ questo il titolo del Rapporto 2017 sulla lotta alla povertà, realizzato dalla Fondazione “E. Zancan” di Padova per il Mulino edizioni

La pubblicazione è stata presentato lo scorso 8 giugno anche a Ferrara presso il Centro Servizi alla Persona (ASP), un’occasione che ha visto partecipare diverse realtà locali di terzo settore impegnate in campo socioassistenziale.

La ricerca pone al centro le possibili strategie di lotta alla povertà, una sfida per superare l’immobilismo tecnico e politico che ormai da trent’anni caratterizza le politiche sociali italiane, favorendo la formula dei trasferimenti di denaro –  dalla social card al reddito minimo di inserimento, al bonus straordinario per le famiglie, al SIA, alla carta acquisti – piuttosto che l’erogazione di servizi.

Il Rapporto Povertà 2017 mette a fuoco il panorama delle risorse e analizza i nodi che impediscono una programmazione sociale efficace per valorizzare le capacità di ogni persona. Il problema infatti non consiste nella mancanza di fondi per il sostegno sociale (circa 50 miliardi di euro vengono impegnati ogni anno in Italia per misure strutturali di aiuto), ma la forma di utilizzo di tali risorse – dalle modalità di erogazione alla verifica e valutazione delle risposte attuate nell’ottica di un welfare generativo.

E’ questo il percorso strategico ricostruito nelle tre parti dell’opera: “Poveri e così sia?” analizza cosa si è fatto negli anni passati e traccia nuove proposte; “Risorse non governative” considera le risorse a disposizione e i margini di utilizzo innovativo; “Potenzialità da coltivare” si focalizza sui potenziali di innovazione alla lotta alla povertà.

In particolare gli Studi Zancan individuano quattro nodi non comprensivi del principio di equità e giustizia: gli assegni famigliari (circa 6 miliardi di euro), parte delle pensioni, assegni sociali e integrazioni al minimo delle pensioni di vecchiaia (quasi 10 miliardi, di cui 2 vanno a ‘pensionati ricchi’), le indennità di accompagnamento (circa 11 miliardi), i trasferimenti a pioggia nominati sotto bonus e altro (circa 19 miliardi negli ultimi 15 anni).

La proposta è riallocare parte di questi fondi in una pianificazione di lotta alla povertà di almeno 10 anni, portatrice di un vero e proprio cambiamento culturale.

Info: tel. 049.663800