14-06-2017 – Un documento importante che definisce i ruoli dei volontari e sensibilizza la collettività sui percorsi possibili di reinserimento sociale dei detenuti

E’ concentrato in 11 articoli il protocollo d’intesa firmato tra il dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità e la Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia. Undici punti che assegnano ai volontari un ruolo più definito e di profonda sinergia con gli operatori in un documento “di grande importanza – sottolinea il capo Dipartimento, Gemma Tuccillo –, una cornica quadro da replicare nelle realtà territoriali, in cui si regola in maniera semplificata l’accesso dei volontari negli Uepe, conferendo effettivamente un ruolo di interlocutore di riferimento al volontariato”.

Dalla realizzazione di una mappatura e di una banca dati delle agenzie di volontariato, alla stipula di convenzioni per lo svolgimento, da parte dei soggetti interessati, di attività non retribuite a beneficio della collettività, con particolare riguardo al sociale, al volontariato e al lavoro di pubblica utilità. Dalla promozione dell’offerta di programmi di accoglienza residenziale per persone che altrimenti non avrebbero la possibilità di accedere a misure e sanzioni di comunità, alla promozione dell’offerta di programmi di sensibilizzazione e di educazione alla legalità ed alla solidarietà rivolti alle comunità di appartenenza e realizzati da soggetti, minori e adulti, attraverso l’elaborazione e l’attuazione di percorsi e di progetti sperimentali, anche in collaborazione con i distretti scolastici, “questo accordo – prosegue Gemma Tuccillo – sancisce a livello nazionale l’importanza che si attribuisce alla collaborazione delle associazioni di volontariato nell’ambito dell’esecuzione penale esterna: come arricchimento delle opzioni di trattamento, come accompagnamento nel percorso di reinserimento nella società, anche per il coinvolgimento di tutti gli attori, in primo piano la famiglia e i contesti lavorativi”.

“E’ importante – spiega il capo Dipartimento – conferire al volontariato il ruolo di interlocutore e di collaborazione nella ricerca di sempre maggiori opportunità di reinserimento per la persona che esegue la pena all’esterno anche perché questo, in termini di sicurezza sociale, è un segnale di grande apertura: un incoraggiamento ulteriore per la collettività a rendersi conto che un buon percorso di reinserimento è anche un valore in termine di sicurezza sociale perché c’è una maggiore gradualità di reinserimento e una maggiore ricchezza di opportunità”.

PROTOCOLLO IN PDF: protocollo_cnvg_dgmc