17-05-2017 – Le novità per le Organizzazioni di Terzo settore e i CSV, tempistiche di attuazione. La guida aggiornata alla Riforma del Terzo Settore di Italia Nonprofit

Venerdì 12 maggio il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare i decreti delegati sul Codice del Terzo Settore, sulla disciplina dell’Impresa sociale, sul 5 per mille. I decreti approvati riguardano un mondo che coinvolge 300mila associazioni, circa un milione di lavoratori e 5 milioni di volontari.

Ora dunque i testi della Legge Delega n. 106/2016 saranno a disposizione delle Commissioni Parlamentari competenti alla Camera e al Senato e, entro 30 giorni, il Consiglio dei Ministri dovrà chiedere un’intesa sui testi proposti alla Conferenza unificata Stato Regioni. Raggiunta l’intesa, le Commissioni competenti hanno 30 giorni per esprimere pareri obbligatori, ma non vincolanti. A tal punto l’approvazione dei testi è definitiva, il Consiglio dei Ministri approva i decreti attuativi e li pubblica in Gazzetta Ufficiale. I decreti diventeranno esecutivi entro un anno dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Ma riepiloghiamo i punti principali dei decreti attuativi della Legge Delega per la Riforma del Terzo Settore:

CODICE UNICO DEL TERZO SETTORE: è questo il decreto più delicato, perché reca un insieme di disposizioni giuridiche e fiscali che regolamentano la vita degli enti di terzo settore, e alle quale gli Enti non profit dovranno adeguarsi entro un anno dall’entrata in vigore dei decreti attuativi. Le Associazioni di Volontariato, di Promozione Sociale e Imprese sociali Onlus dovranno adeguare i propri statuti e iscriversi al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. Per prima cosa, sono definiti gli enti del Terzo settore, individuati nelle organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, enti filantropici, imprese sociali, incluse le cooperative sociali, reti associative, società di mutuo soccorso, e in ogni altro ente costituito in forma di associazione, riconosciuta o non riconosciuta, o di fondazione per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento di una o più attività di interesse generale in forma volontaria e di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi. Sono altresì puntualmente individuate le attività di interesse generale esercitate dagli enti del Terzo settore in via esclusiva o principale.

In base alla loro dimensione, gli enti del Terzo settore saranno chiamati a pubblicare sul proprio sito internet il bilancio sociale nonché gli eventuali emolumenti, compensi o corrispettivi a qualsiasi titolo attribuiti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo, ai dirigenti e agli associati.

CENTRI DI SERVIZIO PER IL VOLONTARIATO – La configurazione dei CSV viene rivista con allargamento del raggio d’azione dei CSV ai volontari di tutti gli Enti del terzo settore, entrata nella governance dei CSV di altri enti pur garantendo la maggioranza alle organizzazioni di volontariato, definizione del nuovo accreditamento dei CSV e controllo del loro operato, si stabiliscono i criteri di incompatibilità tra la carica di presidente dei CSV e quelle in altre istituzioni pubbliche e private; viene per la prima volta prevista la produzione di servizi e strumenti a carattere nazionale; viene affermata l’importanza della continuità dell’azione dei CSV anche sotto il profilo del relativo finanziamento.

5×1000 – Completamento della riforma strutturale dell’istituto del cinque per mille, già reso permanente dalla legge di stabilità 2015, attraverso l’individuazione delle modalità per la razionalizzazione e la revisione dei criteri di accreditamento dei soggetti beneficiari e dei requisiti per l’accesso al beneficio, la semplificazione e accelerazione delle procedure per il calcolo e l’erogazione dei contributi spettanti, nonché l’introduzione di obblighi di pubblicità delle risorse erogate, attraverso un sistema improntato alla massima trasparenza, con la previsione delle conseguenze sanzionatorie per il mancato rispetto dei citati obblighi. Rispetto alla disciplina precedente, le nuove norme allargano la platea dei destinatari del beneficio, estendendola a tutti gli enti del Terzo settore iscritti nel Registro unico nazionale. Il decreto, inoltre, prevede una serie di obblighi di trasparenza e informazione, sia per i soggetti beneficiari che per l’amministrazione erogatrice.

IMPRESA SOCIALE – Possono acquisire la qualifica di impresa sociale tutte le organizzazioni private che esercitano in via stabile e principale un’attività d’impresa di interesse generale, senza scopo di lucro e per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, adottando modalità di gestione responsabili e trasparenti e favorendo il più ampio coinvolgimento dei lavoratori, degli utenti e di altri soggetti interessati alle loro attività. Tra tali attività sono incluse, a titolo esemplificativo: le prestazioni sanitarie riconducibili ai Livelli essenziali di assistenza (LEA); i servizi finalizzati alla salvaguardia e al miglioramento delle condizioni dell’ambiente; gli interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio; la ricerca scientifica di particolare interesse sociale; la formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica e al successo scolastico e formativo; la cooperazione allo sviluppo; il commercio equo e solidale; il microcredito; l’agricoltura sociale e l’organizzazione e la gestione di attività sportive dilettantistiche. L’attività di impresa di interesse generale deve essere svolta “in via principale”, ossia deve generare almeno il 70% dei ricavi complessivi.

DOTAZIONE FINANZIARIA LEGGE DELEGA – La dotazione finanziaria della Legge è 190 milioni – 105 milioni a copertura delle misure fiscali e tributarie di favore, i restanti 85 per potenziare i Centri di servizio per il volontariato, a istituire il Registro unico del Terzo settore e al fondo per il Servizio civile.

RASSEGNA STAMPA SULLA RIFORMA DEL TERZO SETTORE (in via di aggiornamento)

SCARICA LA GUIDA ALLA RIFORMA DEL TERZO SETTORE DI ITALIA NONPROFIT